La vita del Genio da Vinci
Nelle campagne intorno a Vinci, sulle colline fiorentine, dove nacque il 15 Aprile 1452, Leonardo fu fin da piccolo affascinato dalla natura, seguendo il volo degli uccelli, il funzionamento dei mulini. Ben presto la famiglia di Ser Piero si trasferì a Firenze che in quel periodo di fermento artistico e architettonico era un cantiere a cielo aperto.
Ser Piero introdusse il figlio in una delle botteghe più conosciute dell’epoca: quella del Verrocchio. Qui realizzò, all’età di 17 anni, un angelo nel dipinto del Battesimo di Cristo del maestro con tanta sapienza compositiva ed equilibrio che, narra la leggenda, il Verrocchio stesso affermò di non voler più metter mano a un pennello.
Il 1482 segna, per Leonardo, l’inizio di una serie di viaggi, che lo portarono a visitare molte corti dell’Italia fino a quella del Re di Francia Luigi XII. In quell’anno lasciò Firenze per mettersi al servizio di Ludovico Sforza, detto il Moro, signore di Milano, offendo i suoi servigi come ingegnere, architetto, scultore, pittore e anche musico.
A Milano Leonardo trascorse circa vent’anni durante i quali dipinse alcune tra le sue opere più famose: l’Ultima Cena e la Vergine delle Rocce. Inoltre intensificò gli studi sulle macchine, sull’architettura, sull’idraulica, sull’urbanistica e sull’anatomia.
Dopo la caduta del Ducato di Milano ad opera dei Francesi, seguirono peregrinazioni che lo portarono a Mantova e Venezia, a Firenze( dove cominciò a dipingere la sua opera più famosa, la Gioconda, che portò poi sempre con sé) e in seguito a Roma al servizio di Cesare Borgia con l’incarico di ingegnere militare.
Nel 1517 Francesco I, figlio del Re di Francia, che ne apprezzava l’alto talento, lo volle alla sua corte. Qui passò gli ultimi anni della sua vita. Morì a Cloux il 2 Maggio 1519 all’età di 67 anni. Nel suo testamento, Leonardo, lasciò tutti i suoi scritti all’allievo preferito: Francesco Melzi, mentre all’altro discepolo, Salai, lasciò i dipinti che si trovavano ancora nel suo studio, tra i quali la Gioconda.
